PACKAGING & INOX: PERCHE’ NON POSSONO FARE A MENO L’UNO DELL’ALTRO

Le recenti ricerche dicono che i parametri di scelta dei consumatori stanno cambiando e che ecosostenibilità e igiene figurano ai primi posti nei trend delle richieste alle aziende produttrici di macchinari per il confezionamento. Il settore del packaging, sensibilissimo ai gusti dei clienti finali, non si è fatto trovare impreparato e grazie all’acciaio inox, ha coniugato apparenza e sostanza, raggiungendo obiettivi di grande portata, sia per l’ambiente che per la salute dei consumatori.

La gente preferisce fare business con gli piace”, sostiene Jay Condrad Levinson – guru americano del marketing.

Per i consumatori di oggi questa verità si traduce nello scegliere confezioni non solo accattivanti, ma anche riciclabili/compostabili. È sempre maggiore, infatti, l’attenzione per gli effetti sulla salute umana e del pianeta dei materiali con cui entriamo in contatto quotidianamente. I clienti tendono a preferire brand che si distinguano per pratiche commerciali sostenibili e trasparenti.

Ciò porta, allora, gli imprenditori a scegliere partner commerciali che offrano materie prime certificate per qualità, sicurezza alimentare ed ecosostenibilità. Necessità imprescindibili per i produttori di macchine riempitrici/confezionatrici/etichettatrici, i cui clienti provengono principalmente dal settore alimentare (Food & Beverage) – seguito dal gruppo del tabacco e, al terzo posto, dal settore farmaceutico.

Con l’acciaio inossidabile si centrano tutti e tre gli obiettivi, ottenendo ulteriori prestazioni da non sottovalutare.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, per iniziare, l’inox è un vero esempio di green economy.

I manufatti in acciaio inossidabile sono prodotti al 60% (in media) con rottame: questo solo perché non è disponibile ad oggi sufficiente rottame inox, vista la lunga vita del materiale. Al termine del suo duraturo ciclo di vita l’acciaio inossidabile è riciclabile al 100%. Un vero e proprio processo circolare in cui non si producono residui, che si autoalimenta e che riduce i ritmi di produzione di nuovi articoli e di pezzi sostitutivi.

Inoltre, l’acciaio inox non richiede l’uso di solventi di detergenti per mantenerne pulita la superficie: un altro enorme guadagno in termini di riduzione dell’inquinamento, ma anche di spese in sanificazione.

La sicurezza alimentare richiede materiale facili da pulire e che – soprattutto – non alterino i prodotti: non devono rilasciare residui, non devono contaminare o deteriorare ciò con cui entrano in contatto.

È la salute umana – o animale, nel caso del Pet food – ad essere a rischio, e le normative Europee e nazionali sono molto chiare riguardo ai M.O.C.A. (Materiale e Oggetti a Contatto con gli Alimenti): è ammesso l’uso solo di alcuni specifici materiali, per i quali sono necessarie verifiche in laboratorio che ne attestino la composizione chimica e le proprietà di cessione, accompagnati da dichiarazioni di conformità emesse per ogni passaggio della filiera.

Ovviamente l’acciaio inox compare nella lista dei materiali positivi con ben 55 differenti gradi AISI, tra i quali il più utilizzato dal settore alimentare è il 304, seguito solo dal 316.

Non bisogna dimenticare, poi, le già note proprietà dell’inossidabile: la resistenza all’ossidazione che non richiede alcun intervento esterno; l’altissima resistenza alla corrosione, che ne permette l’uso in contesti particolari (si pensi al settore chimico e farmaceutico, ma anche ad alcuni ambiti del Beverage) e che rappresenta il vero segreto di lunga vita di questo acciaio; la necessità di pochissima manutenzione e la robustezza che ne permette l’uso a spessori minimi.

A tutto ciò si aggiungono le caratteristiche che si ottengono dalla lavorazione delle lamiere come la riduzione dell’attrito e la velocizzazione della produzione. Nel settore del confezionamento, per esempio, sono preferite finiture grana di riso, come 5WL, 6WL e 7GM®, o la bugna tonda 15DP e la particolarissima 13SD.

Quando si parla di packaging, quindi, non ci si limita a ciò che in italiano definiamo imballaggio.

Il packaging è l’insieme delle attività tecniche, tecnologiche e creative che hanno come scopo sia la preservazione del prodotto che il successo sulla concorrenza nelle vendite.

Il mondo del confezionamento è un settore multidisciplinare in pieno sviluppo e l’Italia si mostra all’avanguardia in ogni ambito.

Un quinto delle macchine vendute in tutto il mondo porta il marchio Made in Italy, rendendo il nostro Belpaese secondo solo alla Germania, a cui contendiamo la leadership mondiale.

Al successo economico si è affiancato il bisogno di formazione e così all’Università degli Studi di Parma è stato istituito il primo master di I livello in Packaging ed è stato attivato in ateneo il Centro di ricerca interdipartimentale per il packaging. Quest’anno, poi, il Dipartimento di Archittetura del Politecnico di Torino ha attivato, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Imballaggio, il master Eco Packaging Design.

Il ruolo dei designer, infine, sta diventando imprescindibile, e gli imballi diventano sempre più spesso icone dei marchi che accompagnano (si pensi alle creative etichette della Nutella, ai colorati involucri dei pacchetti di fazzoletti o alle elegantissime scatole di prodotti tecnologici), oltre che oggetto di Packaging Design Awards e premiere dedicate.

Machine equipment made with mostly 5WL / 5-SM (USA) material. A food grade container was made out of Engine Turn material.

Non è certo una novità che “gli uomini si fidano delle orecchie meno che degli occhi” – lo diceva già Erodoto più di 2500 anni fa!

Il packaging è potere di persuasione, ma questa volta è stato il pubblico, più esigente, disincantato e consapevole, ad insistere perché i contenuti e i valori tornassero al centro della relazione commerciale, e l’acciaio inox si è mostrato ancora una volta all’altezza delle richieste e precursore dei tempi.

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