L’uomo inossidabile in missione per l’Inox: M chiama, Inox risponde

M trovò Mr. Inox mentre stava cercando qualcosa di diverso e, come era accaduto ad altri prima di lui (si veda Insieme verso l’inossidabile: gli uomini di Mr. Inox, dal 1715 al 1913) non seppe fin da subito in cosa fosse fortunatamente incappato.[1] 

Harry Brearley, infatti, arrivò all’inossidabile cercando di ottenere un metallo che resistesse all’erosione causata dalle alte temperature per le canne delle pistole. In un primo tempo, tra maggio e giugno 1912, sperimentò leghe con più basse concentrazioni di Carbonio, mentre a partire dal mese di ottobre, iniziò a lavorare con il Cromo e ad aumentarne gradualmente il tenore, fino a quando il 13 agosto 1913 ottenne un acciaio inox martensitico con il 12.8% di Cromo e solo lo 0.24% di Carbonio, con prestazioni molto superiori a quelle ricercate.

La leggenda vuole che non si accorse subito delle altre proprietà del nuovo metallo: gettato in una catasta di prototipi non riusciti lasciati sotto la pioggia, il pezzo non arrugginì, attirando finalmente l’attenzione di Harry. Lui stesso non nascose mai la casualità della scoperta e nel 1924 raccontò al giornale Sheffield Independent di essersi accorto della resistenza alla corrosione nel momento in cui utilizzò sul tester gli agenti chimici per la metallografia (un processo per delineare la microstruttura del metallo).

Le implicazioni della scoperta gli furono, però, subito chiare: un metallo resistente agli acidi, compresi quelli di uso quotidiano come l’aceto e il limone, poteva essere impiegato nella produzione di massa legandolo in primo luogo all’utensileria domestica per cui la città era già nota.

Eppure, nessuno alla Brown Firth parve interessato, così Harry, fiducioso, determinato e inossidabile come la sua nuova lega, presentò il suo “Rustless Steel” ad un vecchio compagno di scuola, Ernest Stuart, manager della piccola coltelleria Mosley’s.

Per comprendere quanto fosse straordinaria e inaspettata la scoperta di Brearley è importante sapere che anche Ernest inizialmente si mostrò scettico verso le proprietà del nuovo metallo: chiunque dava per scontato che i metalli arrugginissero, e nessuno riusciva a immaginare che fosse possibile evitarlo. In seguito, però, l’entusiasmo fu tale che Stuart non accettò obiezioni quando lo ribattezzò “Stainless steel” e subito si misero al lavoro per rendere la lega e le macchine compatibili.

Il nostro M-Brearley stava per inviare Mr.Inox nella sua prima missione: il primo lotto industriale di coltelli da formaggio in acciaio inossidabile, estate 1914.

Non demordendo nella volontà di far accettare il suo metallo alla Brown Firth, nell’ottobre 1914 indirizzò alla dirigenza un report in cui suggeriva di utilizzare la sua lega per la produzione di valvole e pistoni, un mercato più affine all’acciaieria per cui lavorava. L’azienda, accolse il suggerimento, produsse un aeroplano in acciaio inossidabile e cercò di avocare a sé i diritti della scoperta. Dopo un lungo contenzioso il merito venne riconosciuto solo ad Harry, che nel 1920 venne insignito della Bessemer’s Gold Metal dall’Iron and Steel Institute e nel 1939 fu onorato del titolo di Freeman of the City dalla città che gli aveva dato i natali.

Dal 1925 era divenuto, inoltre, direttore della Brown Bayley’s Steel Works, ma essere arrivato in vetta non gli fece dimenticare le sue origini: gli operai che ebbero modo di conoscerlo lo ricordano con affetto e raccontano della sua disponibilità ad aiutare e a sporcarsi le mani, nonostante la sua posizione avrebbe potuto evitarglielo. Nel 1940, poi, diede vita alla fondazione The Freshgate Trust, per offrire ai ragazzi di umili origini la possibilità di accedere alla formazione, all’arte, alla musica e dar loro la possibilità di viaggiare.

Harry morì il 14 luglio 1948, dopo aver scritto diversi libri e aver dedicato la vita intera a cercare di valorizzare la sua invenzione e farla conoscere al mondo intero.

Missione compiuta, non credete?!

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Prima riga in alto da sinistra. Empire State Building, New York; Jin Mao Building, Shangai; Cloud Gate, Chicago. Seconda riga da sinistra. Floralis Generica, Buenos Aires; Wales Millenium Center, Cardiff; Bergisel Skijumping Tower, Innsbruck; Skyline di Dubai. Terza riga da sinistra. Pyramide du Louvre, Parigi; Royal Mint Experience, Galles del Sud; EMP Museum, Seattle; The Kelpies, Falkirk, Scozia. Ultima riga da sinistra. Murinsel, Graz; Petronas Twin Towers, Kuala Lumpur; Dalton Institute, Manchester.

 ENGLISH VERSION:

M found Mr. Inox while he was looking for something different and firstly he didn’t realize of his luck, as it was happened at the other “Mr. Inox men” of the History.

Harry Brearley discovered the stainless steel while he was searching a steel which could better resist the erosion caused by high temperatures reached by gun barrels. At the beginning, between May and June 1912, he tried alloys with a lower concentration of Carbon, from October he started working with Chromium level, increasing it gradually, until on 13th August 1913 he developed a martensitic stainless steel with 12.8% of Chromium and 0.24% of Carbon, but with properties long far better than the expected.

The legend says Harry didn’t realize the worth of the alloy until he saw it without rust despite of the raining.

Brearley never tried to hide the randomness of his discovery and in 1924 he wrote his version on the local journal, the Sheffield Independent: he became aware of the oxidation resistance of his steel during the preparation at metallography (a process made with chemical agents).

He immediately understood the potentialities of the new alloy: it was a metal resistant to acids, such as vinegar and lemon, and it could be used in mass production of cutlery, improving the city fame.

No one at Brown Firth was interested, so the resolute and “stainless” Harry, showed his “Rustless Steel” to a school companion, Ernest Stuart, manager for the Mosley’s firm.

The discovery was extraordinary and unexpected because also Ernest was sceptical at first: everyone knew the steel rusts, and nobody could imagine this process could be avoided.

Ernest was enthusiast, he didn’t accept any objection when he named the alloy “Stainless Steel” and they worked together to adapt the machineries to work the new steel.

The first mission for Mr. Inox was nearby: the first industrial stock of stainless steel cheese knives was produced in summer 1914. It was a success for M-Brearley!

Harry didn’t abandon the idea to make Brown Firth enjoy the new alloy, so he sent a report in October where he suggested to use the stainless steel for valves and pistons. The company, however, produced a stainless steel airplane and then tried to steal the discovery to Harry. There was a long controversy but finally the authorship was recognized to Brearley. He received in 1920 the Bessemer’s Gold Metal by the Iron and Steel Institute and in 1939 the title of Freeman of the City of Sheffield.

From 1925 he was Brown Bayleys’s Steel Work director, but he never forgot his origins: he was able to make himself loved by his workers, as a leader who worked together with workman if needed. In 1940 he founded the Freshgate Trust Foundation with the aim to help humble teens to study, travel and know art and music.

Harry Brearley died on 14th July of 1948, not before having written books about stainless steel and having spent his entire life to make his alloy known all over the world.

Mission completed, isn’t it?


[1] Le informazioni presenti in questo articolo sono state tratte da: 1913-2013. 100 years of Stainless Steel, Sheffield, a cura di Nancy Fielder per il giornale The Star, edito nel 2013; The History of Stainless Steel, Harold M. Cobb, ASM International, 2010; The Discovery of Stainless Steel, www.bssa.org.uk/about_stainless_steel.php?id=31; Harry Brearley, www.gracesguide.co.uk/Harry_Brearley.

 

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